Pillole
La mostarda
Lo sapevi che la mostarda è italiana? Nasce nel 1397, in Lombardia, grazie all’opera degli speziali, che la chiamarono Mustum ardens. La sua particolare preparazione permetteva di conservare la frutta durante l’inverno, attraverso un processo documentato nei ricettari dell’epoca. Per favorire le relazioni diplomatiche, i rappresentanti cittadini la regalavano alle autorità spagnole e al Senato di Milano, in occasione delle festività natalizie. In seguito si diffuse soprattutto a Cremona dove, alla fine del Settecento, erano già attive venti fabbriche di mostarda, per lo più attività artigianali a conduzione familiare.
Il panno Casentino
Lo sapevi che il panno Casentino era già lavorato in epoca Etrusca e Romana? Sono ben sette secoli che questo tessuto tradizionale italiano, prodotto soprattutto nel comune di Stia,in provincia di Arezzo, continua ad essere un’autentica icona del made in Italy. Durante il Rinascimento era utilizzato per cucire le spesse tonache dei frati della Verna e di Camaldoli, nella tradizionale tinta “bigia”. Nei secoli successivi era la materia prima per cucire mantelli, cappe, coperture per proteggere i cavalli. Dalla fine dell’Ottocento, invece, fu scoperto per confezionare giacconi e cappotti maschili. Non c’era nobiluomo o personaggio influente che non ne possedesse uno, da Giacomo Puccini a Giuseppe Verdi, fino al barone Bettino Ricasoli. Oggi è disponibile in molte differenti tonalità, anche se il suo colore simbolo, che lo ha reso celebre e riconoscibile, è l’arancione.
L’arte vetraria veneziana
Lo sapevi che l’arte vetraria veneziana ha radici antichissime, romane e bizantine? Si è sviluppata proprio grazie agli intensi scambi commerciali con l’Impero Bizantino e il vicino Oriente. il Vetro di Murano nasce nel 1291, quando le vetrerie furono trasferite a Murano, lungo il famoso Rio dei vetrai, per proteggere Venezia dagli incendi, causati dai forni a legna, ma anche per mantenere segrete le tecniche di lavorazione. È grazie ai maestri vetrai muranesi, che nel 1450, nasce il cristallo. Le raffinate produzioni di Murano erano conosciute a livello mondiale e, nel XVI secolo, furono molto richieste dalle corti dei nobili del periodo barocco, che apprezzavano particolarmente la varietà dei lattimi: un peculiare vetro bianco latte che, per il suo colore, si intonava ai mobili del tempo. Oggi la vetreria muranese, nonostante mantenga intatte le sue tradizioni, rappresenta una delle realtà artigiane italiane più legate al design, al made in italy e all’arte contemporanea.
Il cappello Borsalino
Lo sapevi che il modello maschile del cappello Borsalino fu creato affinché potesse essere tolto facilmente al cospetto di una donna? Il suo inventore si chiamava Giuseppe, ed era nato nel 1834 a Pecetto di Valenza, in provincia di Alessandria. A tredici anni, dopo aver lavorato come apprendista, andò a Parigi, dove ottenne l’attestato di cappellaio. Nel 1857, dopo aver depositato il marchio, aprì ad Alessandria un laboratorio con dieci operai. Nel 1900 lo successe il figlio Teresio, imprenditore illuminato, tanto che nel Dopoguerra, Hollywood si innamora del loro accessorio e lo propone per pellicole di successo. Indimenticabile l’immagine di Humphrey Bogart ed Ingrid Bergman nella scena finale di “Casablanca”. Tra gli ultimi a indossare un Borsalino sul grande schermo ricordiamo Toni Servillo ne “La grande Bellezza” di Paolo Sorrentino. Un marchio destinato a conquistare il mondo.
Le prime miscele Lavazza
Lo sai come sono nate le prime miscele del caffè Lavazza? Tutto è cominciato quando Luigi Lavazza, nel 1895, apre la prima Drogheria in via San Tommaso, a Torino. Luigi scoprì le diverse origini e caratteristiche di una varietà di chicchi di caffè e studiò l’arte della miscelazione, per soddisfare i gusti dei suoi clienti. Anche grazie ad un viaggio in Brasile, seppe vedere, in un’epoca di grandi cambiamenti, tutte le potenzialità della bevanda. Con il fiorire della sua attività, Luigi fondò la Luigi Lavazza SpA nel 1927, introducendo l’uso del Pergamin, una confezione composta da due strati di carta per trattenere tutti gli aromi dei chicchi di caffè. Era l’imballaggio perfetto per le famiglie che volevano acquistare grandi quantità di caffè, nonché il primo passo verso il confezionamento Lavazza che vediamo ancora oggi nei negozi. È del 1947 il primo logo Lavazza, realizzato dall’Aerostudio Borghi di Milano. La lettera “A” centrale era più grande rispetto alle altre lettere: una caratteristica iconica di un design sempre attuale.
Pillole
La mostarda
Lo sapevi che la mostarda è italiana? Nasce nel 1397, in Lombardia, grazie all’opera degli speziali, che la chiamarono Mustum ardens. La sua particolare preparazione permetteva di conservare la frutta durante l’inverno, attraverso un processo documentato nei ricettari dell’epoca. Per favorire le relazioni diplomatiche, i rappresentanti cittadini la regalavano alle autorità spagnole e al Senato di Milano, in occasione delle festività natalizie. In seguito si diffuse soprattutto a Cremona dove, alla fine del Settecento, erano già attive venti fabbriche di mostarda, per lo più attività artigianali a conduzione familiare.
Il panno Casentino
Lo sapevi che il panno Casentino era già lavorato in epoca Etrusca e Romana? Sono ben sette secoli che questo tessuto tradizionale italiano, prodotto soprattutto nel comune di Stia,in provincia di Arezzo, continua ad essere un’autentica icona del made in Italy. Durante il Rinascimento era utilizzato per cucire le spesse tonache dei frati della Verna e di Camaldoli, nella tradizionale tinta “bigia”. Nei secoli successivi era la materia prima per cucire mantelli, cappe, coperture per proteggere i cavalli. Dalla fine dell’Ottocento, invece, fu scoperto per confezionare giacconi e cappotti maschili. Non c’era nobiluomo o personaggio influente che non ne possedesse uno, da Giacomo Puccini a Giuseppe Verdi, fino al barone Bettino Ricasoli. Oggi è disponibile in molte differenti tonalità, anche se il suo colore simbolo, che lo ha reso celebre e riconoscibile, è l’arancione.
L’arte vetraria veneziana
Lo sapevi che l’arte vetraria veneziana ha radici antichissime, romane e bizantine? Si è sviluppata proprio grazie agli intensi scambi commerciali con l’Impero Bizantino e il vicino Oriente. il Vetro di Murano nasce nel 1291, quando le vetrerie furono trasferite a Murano, lungo il famoso Rio dei vetrai, per proteggere Venezia dagli incendi, causati dai forni a legna, ma anche per mantenere segrete le tecniche di lavorazione. È grazie ai maestri vetrai muranesi, che nel 1450, nasce il cristallo. Le raffinate produzioni di Murano erano conosciute a livello mondiale e, nel XVI secolo, furono molto richieste dalle corti dei nobili del periodo barocco, che apprezzavano particolarmente la varietà dei lattimi: un peculiare vetro bianco latte che, per il suo colore, si intonava ai mobili del tempo. Oggi la vetreria muranese, nonostante mantenga intatte le sue tradizioni, rappresenta una delle realtà artigiane italiane più legate al design, al made in italy e all’arte contemporanea.
Il cappello Borsalino
Lo sapevi che il modello maschile del cappello Borsalino fu creato affinché potesse essere tolto facilmente al cospetto di una donna? Il suo inventore si chiamava Giuseppe, ed era nato nel 1834 a Pecetto di Valenza, in provincia di Alessandria. A tredici anni, dopo aver lavorato come apprendista, andò a Parigi, dove ottenne l’attestato di cappellaio. Nel 1857, dopo aver depositato il marchio, aprì ad Alessandria un laboratorio con dieci operai. Nel 1900 lo successe il figlio Teresio, imprenditore illuminato, tanto che nel Dopoguerra, Hollywood si innamora del loro accessorio e lo propone per pellicole di successo. Indimenticabile l’immagine di Humphrey Bogart ed Ingrid Bergman nella scena finale di “Casablanca”. Tra gli ultimi a indossare un Borsalino sul grande schermo ricordiamo Toni Servillo ne “La grande Bellezza” di Paolo Sorrentino. Un marchio destinato a conquistare il mondo.
Le prime miscele Lavazza
Lo sai come sono nate le prime miscele del caffè Lavazza? Tutto è cominciato quando Luigi Lavazza, nel 1895, apre la prima Drogheria in via San Tommaso, a Torino. Luigi scoprì le diverse origini e caratteristiche di una varietà di chicchi di caffè e studiò l’arte della miscelazione, per soddisfare i gusti dei suoi clienti. Anche grazie ad un viaggio in Brasile, seppe vedere, in un’epoca di grandi cambiamenti, tutte le potenzialità della bevanda. Con il fiorire della sua attività, Luigi fondò la Luigi Lavazza SpA nel 1927, introducendo l’uso del Pergamin, una confezione composta da due strati di carta per trattenere tutti gli aromi dei chicchi di caffè. Era l’imballaggio perfetto per le famiglie che volevano acquistare grandi quantità di caffè, nonché il primo passo verso il confezionamento Lavazza che vediamo ancora oggi nei negozi. È del 1947 il primo logo Lavazza, realizzato dall’Aerostudio Borghi di Milano. La lettera “A” centrale era più grande rispetto alle altre lettere: una caratteristica iconica di un design sempre attuale.